Lo scenario Motta al Napoli: cosa c’è di vero?
Le voci che circolano intorno a Thiago Motta e a un possibile approdo sulla panchina del Napoli trovano oggi una smentita netta dalle parole di Dario Canovi, padre dell’agente del tecnico italo-brasiliano. A margine di un’intervista a Radio Tutto Napoli, Canovi ha fatto chiarezza sulla situazione, tagliando corto rispetto alle speculazioni che negli ultimi giorni hanno alimentato il dibattito calcistico italiano.
“Niente di concreto” tra Motta e i partenopei
Le dichiarazioni sono esplicite e lasciano poco spazio all’interpretazione. “Per sapere se c’è il gradimento di Thiago bisognerebbe chiederlo a Thiago stesso”, spiega Canovi, che aggiunge: “Onestamente non ci ho parlato, anche perché l’agente è mio figlio. Napoli è una grande società, una grande squadra, però non c’è assolutamente nulla di concreto. Io e mio figlio non abbiamo sentito nessuno, ma sicuramente neanche Thiago, perché altrimenti ci avrebbe avvisato”.
Una negazione categorica che contraddice le indiscrezioni che negli ultimi giorni avevano ipotizzato contatti tra il club partenopeo e l’allenatore della Juventus. Secondo quanto riportato, non sussiste alcun negoziato in corso, né tantomeno una volontà concreta da parte dei protagonisti di avviare trattative ufficiali.
I contatti passati: una questione di opportunità
Canovi riconosce però che in passato vi è stato un contatto tra Aurelio De Laurentiis e Motta: “C’è stato un contatto tra il presidente e Thiago, però non c’era un’occasione e una situazione per fare un accordo. Niente di straordinario, erano uno dei tanti contatti che De Laurentiis ha avuto per trovare un nuovo allenatore”.
In altri termini, quella comunicazione rientra nella normale ricerca di profili da parte della società azzurra, senza che mai si sia giunti a qualcosa di più sostanziale. Una pratica comune nel calcio moderno, dove i grandi club mantengono una rete costante di contatti con i possibili candidati.
L’esperienza alla Juventus e l’ambiente ostile
Il tradimento percepito dai tifosi bianconeri
L’analisi di Canovi tocca anche il capitolo tutt’altro che semplice della permanenza di Motta alla Juventus. “Probabilmente non tutti gradivano la sua presenza, soprattutto fuori dalla società”, sostiene, evidenziando come “c’era grande amore per Allegri e l’arrivo di Thiago è stato interpretato come un tradimento”.
Una dinamica che ha pesato enormemente sul percorso bianconero, anche se secondo Canovi le responsabilità non ricadono sul tecnico: “Non per colpa sua, ma chi ne ha pagato le conseguenze è stato lui”. I risultati, dal punto di vista meramente tecnico, potevano essere superiori: “Se andiamo a vedere i dati, in quel periodo avrebbe potuto battere anche grandi squadre. Credo che il problema sia stato l’ambiente, che non era pronto ad accoglierlo”.
Una società che avrebbe dovuto perseverare
Il genitore dell’agente critica anche la gestione della società bianconera rispetto al progetto affidato a Motta: “Quando una società sposa un progetto dovrebbe portarlo fino in fondo, o quantomeno non arrendersi dopo pochi mesi, soprattutto quando la squadra era a buoni livelli”. Un messaggio implicito di insoddisfazione verso le scelte decisionali che hanno caratterizzato quella stagione.
Il Napoli e i dubbi sulla fiducia
Ritornando alla questione partenopea, Canovi non nasconde la sua affezione al club napoletano: “Io adoro Napoli e il Napoli. È una squadra che ho sempre amato e in cui ho avuto diversi calciatori. Nella squadra dello Scudetto assistevo sei giocatori”.
Tuttavia, evidenzia un elemento cruciale per eventuali trattative future: “Credo che per un matrimonio serva fiducia assoluta: chi vuole davvero un allenatore deve dargli piena gestione tecnica”. Una condizione che, secondo il suo racconto, non era presente al momento dei contatti precedenti, quando Motta iniziava il suo ciclo a Bologna e non rappresentava ancora un’opzione pienamente affidabile dal punto di vista della continuità progettuale.
Cosa cerca realmente Motta nel suo futuro
Il progetto come priorità assoluta
Nel delineare il profilo dell’allenatore italo-brasiliano, Canovi fornisce dettagli illuminanti sulle sue priorità. “A Thiago sono arrivate tante proposte, però lui cerca un progetto”, spiega, sottolineando come il tecnico non sia mosso da considerazioni puramente economiche.
L’esempio che utilizza è quello del calcio inglese, dove predomina una visione differente delle relazioni tra club e allenatori: “Lì ci si diverte e si sposano progetti a lungo termine. L’Arsenal, prima di vincere, ha aspettato anni con lo stesso allenatore. Questo è quello che cerca Thiago: continuità, qualcosa da costruire e portare avanti”.
Innovazione tattica e qualità del gioco
Altro aspetto fondamentale nella filosofia di Motta è la ricerca di innovazione tattica e bellezza del calcio proposto: “L’importante è avere un’idea di calcio innovativa e far vedere un bel gioco”. Una dichiarazione che rimarca come il tecnico non cerchi semplicemente una sistemazione prestigiosa, bensì un ambiente in cui poter sviluppare il suo manifesto calcistico.
In conclusione, le parole di Canovi chiudono definitivamente la porta a qualsiasi speculazione immediata su un possibile trasferimento di Motta al Napoli, ribadendo l’assenza totale di fondamenti concreti per ipotesi di questa natura nel breve termine.




