La conferenza stampa del tecnico rossoblù
Vincenzo Italiano presenta la sfida più importante della stagione del Bologna con la consapevolezza di chi sa di poter compiere un’impresa. Alla vigilia del quarto di finale d’andata di Europa League contro l’Aston Villa, il tecnico emiliano non nasconde l’ambizione e la fiducia nel proprio progetto, pur riconoscendo il valore dell’avversario inglese.
Una partita da leggere in 180 minuti
«Fifty-fifty, come diciamo in inglese» esordisce Italiano quando gli si chiede delle chances di passaggio del turno. «Sappiamo quanto sia complicata una gara così, ma dobbiamo dimostrare il nostro valore, la nostra forza e le nostre qualità. Abbiamo già affrontato l’Aston Villa due volte, ma ogni partita ha una storia differente. La gara andrà gestita complessivamente nei 180 minuti. Domani sarà importantissimo perché la prima partita ti dà la possibilità di affrontare il ritorno in un determinato modo. Abbiamo tutte le possibilità per riuscirci, è un orgoglio essere nelle prime otto di questa competizione».
Il tecnico rossoblù sottolinea come il fattore campo potrà essere decisivo: «Mi auguro che lo stadio diventi un grande ostacolo per loro. Ci arriviamo con grande entusiasmo e la vittoria a Cremona ci ha permesso di preparare bene la partita. Abbiamo avuto sia il risultato che la prestazione, domani spero di confermarci in una gara tosta e complicata».
Il ruolo fondamentale del pubblico
Non è casuale l’insistenza di Italiano sul supporto della tifoseria. «Conosco questa grande attesa e preparazione per il sostegno che avremo tutta la partita. La gente ci riconosce la loro vicinanza e spero che continui a stare sempre con noi. Faccio l’esempio di Orsolini che sbaglia il rigore ma viene applaudito: tutto questo deve essere salvaguardato. Sulla carta l’Aston Villa è superiore a noi, ma con l’aiuto di tutti possiamo ribaltare i pronostici».
L’analisi tattica dell’avversario
Quando gli si chiede se ha riflettuto su come mettere in difficoltà Emery, il mister non si sottrae: «Le due partite precedenti erano del girone di qualificazione, in gara secca e in casa loro. Questa volta si giocheranno 180 minuti e può succedere di tutto. Conosciamo i loro pregi e difetti. Li abbiamo affrontati ad inizio stagione, non come ora che siamo quasi alla fine. Loro hanno individualità, qualità e grande valore: per controbattere dovremmo fare una prestazione superlativa, ma sicuramente ci sarà una differenza rispetto alle due gare precedenti. Sono convinto che avremo palle gol e dovremo essere concreti».
Il percorso straordinario verso l’Europa
Ripercorrendo la sua carriera da allenatore, Italiano non nasconde l’orgoglio: «Ho capito di poter fare l’allenatore negli allievi della Luparense. Lì ho testato le mie idee e i miei principi, poi c’è stata un’escalation fino alla ciliegina sul percorso rappresentata dal trofeo della Coppa Italia. Quel trofeo ci sta permettendo di affrontare un mostro sacro come Emery e ne vado orgoglioso. È un tecnico vincente che fa giocare bene la sua squadra e che ha vinto quattro volte questa competizione. Sono davvero orgoglioso del percorso».
Le questioni di formazione e i giocatori in forma
Su alcuni dubbi tattici, il tecnico è stato chiaro: «Uno tra Casale e Heggem affiancherà Lucumì». Per quanto riguarda Castro, attualmente in un momento di difficoltà realizzativa: «Nell’ultimo periodo sta arrivando sotto porta ma non sta avendo concretezza e quella fame che lo contraddistingue. Ci sono momenti che fanno parte di una stagione, c’è anche un po’ di malasorte, ma lui sta lavorando bene e sta dando tutto per la squadra. Finisce le partite sempre stremato. Arriva da un gran gol a Roma in Europa League e sono convinto che tornerà a far gol».
Il fenomeno Joao Mario e il calcio italiano
Sorprendente è stata l’esplosione di Joao Mario, che a sorpresa ha raggiunto la Juventus. «Dopo l’esordio con il Parma diciamo di no» scherza Italiano. «Poi si è sciolto ed è una bella sorpresa. Ha capacità di palleggio troppo importanti per una squadra che cerca di costruire con i difensori. Aver un esterno basso che ti fa già due gol e assist non è cosa da tutti. Complimenti a lui perché sta dimostrando cosa è capace di fare e perché si è meritato la Juventus».
Infine, rispondendo a chi sostiene che solo Bologna e Fiorentina rappresentano l’ultima spiaggia del calcio italiano in Europa: «Non è proprio così disastroso il percorso in Europa delle squadre italiane. Chiaro che non si vince da diverso tempo, ma ho visto l’Atalanta trionfare in Europa League, l’Inter fare due finali di Champions League, altre due finali europee le ha disputate la Roma, la Fiorentina due di Conference. Non è tutto da buttare».




