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    Gravina contrattacca dopo le dimissioni: «Falsità e strumentalizzazioni hanno avvelenato il dibattito, la mia

    Il manifesto del presidente dimissionario: dieci proposte per salvare il calcio italiano

    A pochi giorni dalla cocente eliminazione dell’Italia dai Mondiali 2026, avvenuta nei supplementari contro la Bosnia, Gabriele Gravina decide di rompere il silenzio e passa al contrattacco. Il presidente dimissionario della Federazione Italiana Giuoco Calcio non accetta passivamente le critiche fioccate da ogni settore politico e sportivo, e pubblica un corposo documento ufficiale in cui chiarisce la propria posizione e illustra un ambizioso piano di riforme per il movimento calcistico nazionale.

    L’audizione cancellata e la denuncia di strumentalizzazione

    Ciò che maggiormente turba Gravina è la cancellazione dell’audizione parlamentare che avrebbe dovuto tenersi presso la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati. «Il giorno seguente la mancata qualificazione della Nazionale italiana al Mondiale 2026 mi è stata chiesta una disponibilità per un’audizione sullo stato di salute del calcio italiano» afferma l’ex numero uno federale. «Questo confronto era stato condiviso sia dalle forze di maggioranza che da quelle di minoranza, e auspicato da tutti gli schieramenti politici. Eppure, stranamente, è stato cancellato il giorno successivo alle mie dimissioni, come se i problemi del movimento calcistico fossero magicamente risolti dalla mia uscita di scena».

    Una denuncia pesante che evidenzia come la ricerca affannosa di capri espiatori abbia prevalso sulla volontà genuina di analizzare le reali criticità del sistema. Gravina non risparmia critiche a chi ha alimentato questo clima: «Troppe imprecisioni, quando non vere e proprie falsità, hanno inquinato il dibattito pubblico. Queste distorsioni della realtà alimentano unicamente la caccia ai colpevoli a prescindere, mentre penalizzano enormemente la ricerca seria di soluzioni concrete ai nostri problemi».

    Le dieci proposte chiave per la rinascita

    Gravina illustra un piano articolato in dieci punti fondamentali, ritenuti indispensabili per rigenerare il calcio italiano sia sul piano sportivo che amministrativo:

    1. Sfruttamento della tassazione sui giochi d’azzardo: i proventi delle scommesse devono finanziare concretamente i settori giovanili e le infrastrutture calcistiche
    2. Credito d’imposta per gli investimenti sui giovani talenti: agevolazioni fiscali per le società che investono sui calciatori Under 23
    3. Ripristino del regime agevolato per i tesserati: una misura necessaria per ridonare respiro economico all’industria calcistica nazionale
    4. Abolizione dei divieti pubblicitari per le agenzie di betting: apertura del mercato della comunicazione nel settore dei giochi
    5. Finanziamenti statali per la costruzione di nuovi stadi: riconoscimento della rilevanza pubblica delle infrastrutture sportive
    6. Status di impresa sociale per le federazioni: inquadramento giuridico che faciliti gli investimenti
    7. Rifinanziamento strutturale del calcio femminile: investimenti concreti per lo sviluppo della disciplina al femminile
    8. Rigenerazione dei vivai giovanili: ritorno alle fondamenta, con priorità assoluta ai settori di base
    9. Riforma radicale dei campionati professionistici: revisione degli assetti competitivi
    10. Riorganizzazione della gestione arbitrale: profonda modifica dei criteri di nomina e dei regolamenti interni

    La rivendicazione del lavoro svolto

    Gravina tiene a sottolineare come la pubblicazione di questo documento rappresenti un’occasione per esporre pubblicamente il lavoro da lui condotto, onde evitare facili strumentalizzazioni mediatiche. «Ritengo corretto non sottrarmi al dibattito, né tantomeno alla critica costruttiva» dichiara. «Ho deciso di rendere pubblica la relazione che avrebbe dovuto presentare in Commissione, con l’auspicio che stimoli una riflessione seria anche in coloro che, negli ultimi giorni, hanno affrettato le proprie conclusioni senza possedere una visione completa della situazione».

    L’appello alla chiarezza istituzionale

    Un elemento ricorrente nel manifesto di Gravina è l’appello alla distinzione delle responsabilità tra i diversi attori del sistema calcistico. «Se veramente vogliamo il bene del calcio italiano, è assolutamente necessario fare piena chiarezza sulle effettive competenze della Federazione, delle Leghe professionistiche, dei singoli Club e delle istituzioni pubbliche» rimarca. «La confusione di ruoli genera inevitabilmente ricerche di colpevololi che non aiutano nessuno e, ancor peggio, diffonde convinzioni completamente errate che penalizzano seriamente la vera ricerca di soluzioni».

    In definitiva, il contrattacco di Gravina rappresenta un tentativo di salvare la propria reputazione e, soprattutto, di spostare il focus dalla ricerca di responsabilità personali verso un’analisi costruttiva dei difetti strutturali del sistema calcistico nazionale. Che questo appello verrà effettivamente ascoltato dal mondo politico e sportivo resta ancora da vedere.

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